ANDALUSIA ON THE ROAD

ANDALUSIA ON THE ROAD

DICEMBRE 2016

 Esistono un centinaio di ragioni per visitare l’Andalusia, magica terra nel sud della Spagna che ha ispirato e ammaliato artisti e scrittori. La natura affascinante e meravigliosi monumenti hanno accompagnato il nostro viaggio in questa Regione ammaliante.
GIOVEDì 22 : Volo aereo da Treviso a Malaga. Dall’ aeroporto abbiamo preso la metropolitana fino al centro della città, dove abbiamo pernottato in un comodo  hotel vicino alla metro e al centro.

 VENERDì 23 : Giornata dedicata alla città di Malaga.
IMG_5422Malaga così ricca di memorie storiche e di suggestioni: tra la visita al Museo di Picasso, un giro al porto e un bicchiere nelle bodegas abbiamo assaporato tutto il fascino di questa città di mare.Di buonora siamo partiti per la scoperta del centro città.      Ci dirigiamo verso il centro per la visita della cattedrale. Dai bastioni del Castello è impossibile non notare la maestosa silhouette della Catedral de la Encarnación di Malaga. Monumento in stile rinascimentale/barocco ricostruito a partire dalla metà del XVI secolo sulle basi di una moschea, la cattedrale è detta “Manquita” (“monchina”) perché difetta di una torre sul lato meridionale. Proseguiamo per le vie del centro fino a Plaza de la Merced, dove c’è la Casa Natal de Picasso. All’interno dell’edificio ha sede la fondazione a lui intitolata: vi sono conservate alcune opere e oggetti legati alla storia familiare del grande pittore.       Raggiungiamo il Castillo de Gibralfaro tramite un sentiero in salita che costeggia un lato delle mura (sulle tracce di un antico barrio, la Coracha). Da questa posizione è possibile fotografare Plaza de toros di Malaga dall’alto. Il maestoso castello del XIV secolo, anch’esso mirabilmente restaurato, domina tutta Malaga, e dai bastioni offre superlativi panorami. All’interno del castello, è allestita una mostra sulla storia del monumento.  Se vi domandate cosa vedere a Malaga per immergersi a pieno nell’atmosfera sanguigna e verace della quotidianità andalusa, una buona opportunità ve la può dare il tardo-ottocentesco Mercato de Atarazanas, edificio impreziosito da un’elegante porta in stile mudéjar. Qui faremo il nostro pranzo.E per digestivo un salto nella caratteristica antigua casa de de guardia, fondata nel 1840 per degustare un buon vino locale.Il pomeriggio lo passiamo in riva alla mare alla spiaggia Malagueta e al centro Pompidou ,gremito vista la calda giornata odierna.

SABATO 24 : auto. Partenza verso sud :
IMG_5590Torremolinos, Marbella e poi ci addentriamo verso l’interno a Ronda, una delle più antiche città andaluse percorrendo in auto circa 120 km.  Un tour dell’Andalusia senza la visita di Ronda non è un tour completo. La cittadina è arroccata su una rupe, divisa a metà da una profonda e vertiginosa gola (El Tajo) scavata dal torrente Guadalevín e riunita dal celebre, fiabesco Puente Nuevo. Il modo migliore per entrare gradualmente nell’atmosfera di Ronda è percorrere Calle Espinel, la frequentata via di negozi centrale (ce n’è uno splendido che vende manufatti in legno) che porta direttamente alla prima tappa del nostro tour, la caratteristica Plaza del Socorro, nel quartiere del Mercadillo. Torniamo su Calle Espinel e la percorriamo fino in fondo: davanti a noi troviamo l’antica Plaza de Toros di Ronda, uno dei luoghi più importanti di Ronda. Usciti dalla Plaza de Toros e prendiamo Calle Blas Infante: d’un tratto siamo a due passi dal crinale di un precipizio. Fino ad ora, Ronda ci era apparsa come una bella e autentica città andalusa, con la sua brava piazzetta e l’arena dei tori… ora vediamo qual è invece la sua principale caratteristica: quella di essere una fiera cittadella sopraelevata, che domina la Serranía de Ronda,una verde vallata incorniciata da aspre montagne in lontananza. Sporgendoci dal Mirador de Ronda, ammiriamo il panorama,poi imbocchiamo i vialetti dell’Alameda del Tajo, uno spazio verde tranquillo che offre altri bei panorami sul territorio circostante. Continuando il nostro tour scendendo per Cuesta de Santo Domingo: superiamo l’Arco de Felipe V e ci troviamo davanti al Puente Viejo, uno dei due ponti antichi che un tempo collegavano le due sponde di Ronda. Valicato il ponte ci avventuriamo lungo i vialetti terrazzati dei Jardines  de Cuenca, dai quali si gode di una vista del Puente Nuevo finora inedita, dalla sponda opposta. Appena sotto al Puente Viejo, intravediamo l’altro ponte – ben più antico, trecentesco: il Puente de San Miguel. Dopo aver esplorato il lungo fiume, torniamo in superficie e facciamo ingresso nella Ciudad vera e propria, il cuore di Ronda .

Domenica 25 : Da Ronda verso la Rocca di Gibilterra, un angolo di Inghilterra in territorio spagnolo.

Subito dopo si trova Tarifa, sulla punta meridionale della Spagna, nel punto preciso in cui le acque calme e calde del Mediterraneo incontrano quelle fredde e agitate dell’Oceano Atlantico: una vera emozione!     E’ una delle città più a sud d’Europa e ovviamente dell’Andalusia, è anche conosciuta come la città del vento per via del Levante che soffia spesso in queste zone e proprio per questo le attività legate al Surf sono tantissime. La città di Tarifa si trova a 14 km dal Marocco, il punto più a sud è chiamata “la punta di Tarifa” e qui troviamo un piccolo isolotto che prende il nome di “Isola de Las Palomas” collegata alla terra ferma con un pezzo di strada. Questa città è considerata, proprio per questo motivo, il punto di congiunzione tra il continente africano e europeo.
 A Tarifa accade un fenomeno molto interessante, infatti questa città è bagnata dall’Oceano Atlantico e dal Mar Mediterraneo, un luogo simbolico di grande interesse storico e mitologico: Le colonne d’Ercole.Proseguiamo lungo la Costa de la Luz; a 30 chilometri da Tarifa, tra Barbate e le rovine di Baelo Claudia, si trova Zahara de los Atunes, una volta un villaggio di pescatori e oggi rinomata località turistica alla moda.Proseguimento per Cadice (CADIZ) (285 km) una città protesa nell’Atlantico che stupisce per il suo fascino antico. Affacciata su una baia a cui dà il nome,baciata sulle labbra dall’Oceano Atlantico e circondata da splendide spiagge, Cadice, piccola e lucente città bianco-gialla di lontanissime origini fenicie  (antica Gadir, VIII secolo a.C.), nonostante sia una meta che i turisti scelgono un po’ meno frequentemente nei loro tour dell’Andalusia, riesce a conservare orgogliosamente un’affascinante personalità. La visita della città non richiede molto tempo. Il centro storico raccoglie tutti i motivi d’interesse del luogo, e il confine che lo separa dal nucleo cittadino moderno sono le Puertas de Tierra, corrispondenti alle antiche mura settecentesche. Visitiamo la grandiosa Catedral Nueva, che è stata costruita in più di 100 anni. La Torre de Poniente è uno dei campanili della cattedrale, ed è possibile raggiungerne la cima per godere di uno spettacolare panorama di tutta la penisola di Cadice, con il mare che la circonda.Qui aleggiano gli antichi gloriosi ricordi del passato  della Spagna, che cavalcano il mito degli esploratori, dei naviganti e degli avventurieri.

LUNEDÌ 26 : Proseguimento verso SIVIGLIA addentrandoci all’interno del paese attorniati da un rilassante paesaggio collinare.  (km 160)

Siviglia merita più di un giorno per visitare i suoi tantissimi monumenti frutto del suo glorioso passato e di progetti architettonici ultramoderni che proiettano la città nella creatività contemporanea.      Appena iniziato il nostro giro alla scoperta di Siviglia ci troviamo in Plaza de la Encarnacion e subito ci imbattiamo nel profilo inconfondibile dell’Espacio Metropol Parasol. L’imponente struttura in legno, chiamato Las Setas de la Encarnacion (i funghi), è stata disegnata dallo studio Jürgen Mayer-Hermann e nonostante inizialmente abbia suscitato non poche polemiche (per le dimensioni -150 metri x 70 x 25 – e il design avveniristico in una delle zone più antiche di Siviglia) oggi è un luogo di ritrovo molto amato dai giovani e dai turisti. Proseguiamo quindi verso il centro città assaporando ed incontrando i monumenti che di cui domani approfonderemo la visita. Dalla Cattedrale, all’Archivio delle Indie, fino alla Torre dell’Oro, l’Arena e poi verso Piazza di Spagna: immensa, eccessiva, monumentale, ricchissima: questa piazza di forma semicircolare merita assolutamente una visita e una passeggiata tra i portici o all’ombra delle torri, lungo il canale artificiale solcato da tranquille barchette e attraversato da quattro ponticelli dai lineamenti dolci.                        

MARTEDÌ 27 : Iniziamo la giornata con la visita dei Reales Alcazares di Siviglia (conosciuti come Alcazar). Sin dal tempo dei romani, questo sfarzoso palazzo ha ospitato i re di Siviglia, che l’hanno man mano ampliato e arricchito con gusto personale. Oggi possiamo godere di un edificio meraviglioso, ricco di IMG_6081testimonianze storiche e artistiche stratificate nel tempo. Visitare Siviglia senza entrare all’Alcazar significa perdersi alcuni tra i più affascinanti esempi di arte e architettura mudéjar della città. Notevoli anche gli elegantissimi giardini. Proseguiamo con la visita della cattedrale meraviglioso esempio di chiesa gotica costruita in poco più di un secolo (1402-1506) sopra la pianta rettangolare di una grande moschea risalente alla dominazione degli almohadi. Non si può rinunciare a visitare la (presunta) tomba di Cristoforo Colombo, o lasciarsi catturare dall’imponenza del retablo gotico della Capilla Mayor, per non parlare delle stanze del tesoro, del Patio de los Naranjos e soprattutto della Giralda, che merita un discorso a parte. Usciti dalla cattedrale, saliamo sulla Giralda che è veramente uno degli irrinunciabili must. Considerato il monumento simbolo di tutta la città, la Giralda si staglia nel cielo di Siviglia con innegabile maestà. Per quanto adesso svolga la funzione di campanile della Cattedrale, non è difficile riconoscervi i tratti del minareto, di cui è rimasta l’originale e portentosa architettura islamica, si se eccettua, ovviamente, la rifinitura del corpo campanario. Dai 70 metri di altezza della Giralda è possibilIMG_5929e godere di un meraviglioso panorama della cattedrale e di tutta la città.  Usciti dalla cattedrale ci dirigiamo verso il centro per la visita di un’altra bellissima chiesa, l’Iglesia Colegial del Salvador (il prezzo del biglietto è incluso in quello della Cattedrale). Uno splendido monumento dai colori vivaci e brillanti al centro della piazza omonima. La facciata, pur essendo sostanzialmente barocca come il resto del tempio, presenta una regolarità che può essere ricondotta al Manierismo e al tardo Rinascimento.Percorriamo ancora le affollate vie del centro fino ad arrivare alla Torre dell’Oro e continuiamo con una  passeggiata lungo il fiume Guadalquivir, fino al Puente de Isabel II e poi fino al Barrio Triana, antico quartiere gitano, per visitare il caratteristico Mercado de Triana (che contiene i resti di un castello) .Ritorniamo verso Plaza de Toros de la Maestranza per la visita guidata dell’arena della Maestranza.E’ ora di ritornare verso l’ hotel. Arrivati al Metropol Parasol decidiamo di salire sulla struttura; dall’alto possiamo godere di un straordinario panorama a 360° sulla città..       

 Mercoledì 28 : Riprendiamo con la visita della città. Prima tappa l’Archivo General de Indias . La prima cosa da sapere è che l’archivio in questione racchiude tutti quelli che sono i principali documenti risalenti all’epoca della dominazione spagnola nelle Americhe. Tuttavia, oltre alla grande valenza da questo punto di vista, lo stabile in questione è anche molto bello da vedere e, soprattutto, da scoprire. L’edificio è un insolito esempio italo-spagnolo di architettura rinascimentale e, in quanto tale, nel 1987 è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.Usciti dall’Archivio  e lasciandoci alle spalle la Cattedrale, con la sua imponente Giralda,  cominciamo  a inerpicarsi lungo lo stretto labirinto di stradine del Barrio de Santa Cruz, uno dei quartieri più noti e pittoreschi di tutta Siviglia. Questo affascinante nodo di stradine – l’antico ghetto ebraico – è perfetto cogliere l’atmosfera andalusa, camminando tra vicoli stretti e raggomitolati, alla ricerca di squarci e angoli di sorprendente bellezza: piazzette, chiese, conventi, patios, ristoranti incredibilmente ricavati da antichi bagni arabi…Ci inoltriamo ancora fino alla Antigua Fàbrica de Tabacos.Oggi è frequentato da studenti universitari che vanno a seguire le lezioni, ma, quando fu costruito nel 1750, questo enorme edificio era una manifattura di tabacco, dove lavoravano migliaia di sigaraie. La più celebre è senza dubbio la Carmen dell’opera di Georges Bizet, la bella gitana entrata nelle grazie del caporale Don José. Entrate a dare un’occhiata, per cercare gli indizi che ne ricordano l’antica funzione.Non ancora stanchi, prima di ritornare in hotel, non manchiamo di fare una capatina al Barrio Macarena: qui è rimasto un tratto delle antica mura poste a difesa di Siviglia, sopravvissute insieme a due porte

IMG_6258Giovedì 29 : In circa due ore e mezza e 150 km raggiungeremo Cordoba. Dopo aver parcheggiato l’auto ci dirigiamo alla Mezquita. In assoluto il monumento-simbolo di Cordoba. La Mezquita si identifica oggi nella cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima, un nome che ne sottolinea l’attuale identità cristiana. Tuttavia, visitando la Mezquita, possiamo vedere con i nostri occhi che la cattedrale gotica (costruita nel 1523) è incastonata (abusivamente, diremmo!) all’interno dell’antica, sterminata moschea, dando così luogo a un caratteristico e affascinante miscuglio di stili architettonici e simbologie religiose.  Ci siamo persi nel labirinto di arcate e pilastri bianco-rossi, rimanendo sbalorditi di fronte al Mihrab, l’antica zona di preghiera degli islamici.Usciti dalla indimenticabile cattedrale  ci dirigiamo verso l’antico Puente Romano, caratterizzato dai pesanti contrafforti e dall’imponente struttura a arcate. Questo massiccio ponte pedonale è sormontato sul lato meridionale dalla Torre de la Calahorra.

Arrivati alla torre, ripercorriamo il lungo ponte fino alla città e da qui proseguiamo il nostro giro turistico per la visita Alcazar de Los Reyes Cristianos.Tra le residenze reali delle grandi città andaluse, l’Alcazar de Los Reyes Cristianos non è certo la più nota. Tuttavia, difficilmente qualcuno rinuncia alla visita di questa fortezza: dalla cima della torre più alta, si gode di una splendida vista sul Puente Romano (che cavalca il rio Guadalquivir) e sulla città. Bellissimi i giardini in stile moresco e la collezione di mosaici romani esposti all’interno della fortezza, alcuni dei quali davvero emozionanti.     Non ci resta che immergerci nelle vie del centro tra i numerosi negozi e ristoranti e cercare un posto dove ristorarci. Nuove mete ci aspettano anche domani.

Venerdì 30 : Partenza di buon’ora per Granada. Attraversiamo un rilassante territorio immersi tra in sterminate piantagioni di olivi e arriviamo in città in mattinata dopo aver percorso in auto  160  km. Due giorni sono da dedicare a quest’ultima meraviglia andalusa.

Ci dirigiamo subito all’ufficio informazioni, dove abbiamo prenotala la Granada Card, che ci darà il diritto di effettuare numerose visite gratuite alla città. Prese tutte le informazioni che ci servono e visto che la visita all’ Alhambra è fissata per domani, ci dirigiamo verso il centro città per la visita della cattedrale che insieme alla Capilla Real, è il più vistoso esempio di architettura cristiana in stile rinascimentale della città. Come di frequente accadeva durante la  Reconquista, la cattedrale fu costruita nel corso del XVI secolo sopra la struttura di un’antica moschea, ma rimase incompleta per due secoli. A causa della sfasatura temporale tra progetto e costruzione, lo stile della facciata è in stile barocco, mentre i maestosi interni sono stati costruiti dall’architetto De Siloe, in stile gotico-rinascimentale.  Usciti dalla cattedrale proseguiamo la visita con Capilla Real, il mausoleo dei Re Cattolici, costruito in stile gotico tra il 1505 e il 1517.L’edificio, caratterizzato da un meraviglioso retablo,  ospita nella  cripta le spoglie  dei reali Isabella e Ferdinando, di Giovanna la Pazza e di Filippo I.Non lontano dalla Capilla Real, entriamo alla Madraza, meraviglioso edificio che un tempo era l’università di Granada, fondata nel XIV secolo da Yusuf I. In quanto a bellezza, la piccola Madraza non è da meno delle sale del palazzo dell’Alhambra, per l presenza di un mihrab dai colori sgargianti perfettamente conservato, e dai soffitti decorati in elaborato stile mudéjar.Saliamo quindi a Sacromonte, il secondo quartiere più noto e vivace di Granada. Da qui ci spostiamo al quartiere di Albayzín, situato su una collina che fronteggia l’Alhambra. Raggiungiamo il miradór de San Nicolàs , dal quale si può contemplare l’immenso spettacolo della città, con l’Alhambra che si impone sulle cime della Sierra Nevada: si tratta sicuramente di un punto d’osservazione che, nel visitare Granada, non potete perdervi. Scendiamo dal miradór attraverso  un dedalo di incroci, stradine, stradette, stradelle fino ad arrivare ad una stradina acciottolata piena di negozi e locali tipici arabi, tanto da sembrare un tipico suq/mercato.Con la Granada Card abbiamo inclusa la visita al  Monasterio de San Jerònimo, il monastero di San Girolamo, struttura risalente al XVI secolo. L’architettura è un esempio dell’arte rinascimentale; presenta due chiostri a doppio ordine di archi ed è circondata da numerose piante di arancio. Nella chiesa si conserva un pregevole retablo, ovvero una pala d’altare composta da più tavole, che rappresenta la Madonna in trionfo con i Santi.

Sabato 31 : La giornata odierna sarà prevalentemente dedicata alla visita dell’incantevole Alhambra, per cullarci fra i suoi palazzi, giardini, fontane che sembrano usciti da un libro di favole arabe. Saliamo alla collina con l’autobus. L’Alhambra è il simbolo della città di Granada, ma non solo, è considerato il maggiore monumento dell’architettura e dell’arte araba forse oggi esistente al mondo. Una reggia fortificata su una collina alta 150 metri che domina la città, dove vissero gli ultimi principi Nasridi, dinastia di conquistatori venuti dalla penisola Arabica. Quando i re cattolici, Isabella e Ferdinando di Castiglia videro l’Alhambra rimasero senza parole al cospetto di quella bellezza. Nulla di simile esisteva in quel momento in nessuna capitale europea. L’Alhambra è uno dei pochi complessi monumentali islamici arrivati intatti fino ai giorni nostri. Appena entrati ci immergiamo nell’immenso parco e seguendo il percorso proposto ci dirigiamo verso il cuore della cittadella e al Palazzo di Carlo V. Continuiamo il nostro giro con la visita dell’Alcazaba, una delle più antiche sezioni dell’intera cittadella che era la zona militare dell’Alhambra, la roccaforte difensiva posta a sorveglianza dei raffinatissimi palazzi reali. Vale la pena salire sulla Torre de la Vela, una delle torrette difensive, per godere di un bel panorama sulla città.
AttraversiamoIMG_6599 l’enorme aera del parco per dirigerci al Palazzo e ai giardini e il palazzo di Generalife: è qui che i sovrani si ritiravano per rilassarsi e oziare durante i periodi di vacanza. I giardini del Generalife si snodano lungo viottoli e piscine lussureggianti, in un armonioso susseguirsi di patios fioriti, fontane e scalinate con cascate d’acqua, fino al ricchissimo palazzo estivo.    

E’ ora di rilassarci con uno spIMG_6738untino seduti su una panchina del lussureggiante parco di questa cittadella.
Nel primo pomeriggio abbiamo l’appuntamento con la visita del Palacios Nazaríes, il palazzo reale, fatto costruire nell’XI da Ibn-al-Ahmar e ampliato dal figlio, è suddiviso in tre sezioni:
il Mexuar, i cui locali erano adibiti alle funzioni amministrative; il Serallo ovvero l’edificio in cui venivano accolti gli ambasciatori e gli ospiti di riguardo;  l’Harem, l’ala degli appartamenti privati del sultano, il cui gioiello è il Patio de los Leones, che è tanto significativo da essere diventato l’emblema di tutta l’Alhambra e di Granada intera .
Dopo esserci riempiti il cuore e la vista di tanta bellezza riprendiamo il bus per ritornare al Mirador de San Nicolas e godere la vista dell’intere all’Alhambra con il sole al tramonto. E dopo un aperitivo con una vista imperdibile, riscendiamo in centro città attraverso le caratteristiche stradine e ai negozietti dell’Albayzin.

Lunedì 1° Gennaio 2017:

Verso Malaga scendendo sulla costa, si passa per la cittadina di Nerja, una deliziosa cittadina costiera salvatasi dal cemento e dal turismo indiscriminato.
Le sue graziose stradine ci porteranno fino al Balcon de Europa, un meraviglioso promontorio naturale.

Passiamo a Torremolinos prima di raggiungere Malaga (KM 150) e  l’aeroporto per il  volo di rientro.

 

 

 

 

 

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